Nei primi quattro mesi dell'anno si registra in Italia un calo delle immatricolazioni diesel del 25%, pari a 101mila unità, e un contestuale aumento delle emissioni di CO2 del 6,2%. I dati sono naturalmente correlati, dal momento che i motori a gasolio per loro natura emettono quantitativi di anidride carbonica inferiori rispetto a unità a benzina di pari potenza. Se ne è parlato, oggi, nel corso di una giornata di approfondimento tecnico che Groupe PSA Italia ha organizzato a Milano, presso la sua sede di via Gallarate.
Nell'occasione, confrontando i dati di omologazione del nuovo 1.5 BlueHDI 130 e dell'altrettanto nuovo benzina 1.2 PureTech 130 è stato sottolineato come "a parità di potenza, un diesel di ultima generazione emette meno CO2, meno particolato e se abbinato al cambio automatico anche meno NOx rispetto a un altrettanto moderno propulsore a benzina".
"Il Diesel continuerà a essere importante per raggiungere i livelli di CO2 previsti dalla normativa europea, per questo la scelta di continuare a investire e a fare ricerca e sviluppo con questo tipo di motore è lungimirante", sottolinea Marco Freschi, responsabile ufficio stampa di Groupe PSA Italia. "Abbiamo investito quasi 430 milioni di euro per lo sviluppo e l'industrializzazione di un nuovo motore 1.5 da 130 Cv, con un potenziale di produzione di un milione di pezzi l'anno nella fabbrica francese di Tremery. Un motore che ha sfruttato l'ingegneria digitale in fase di sviluppo, così da accorciarne i tempi, vanta oltre 200 brevetti e avrà un'applicazione ampia e trasversale all'interno delle gamme dei nostri Marchi", quindi Peugeot, Citroen, DS e Opel.
In merito all'attuale andamento del mercato italiano, Freschi sottolinea come "Il gruppo continua a crescere, nel primo quadrimestre del 2019 registriamo un +17,2% nel cumulato auto e veicoli commerciali, pari a 132.875 unità" e in relazione all'andamento del Diesel evidenzia come "per PSA il calo è meno marcato rispetto alla media del mercato, -13,4%, segno che gli automobilistici riconoscono l'efficienza e la modernità dei nostri propulsori".
Caratterizzato dalla sigla interna DV5, il nuovo BlueHDi da 130 Cv, viene proposto anche con potenze di 75, 100 e 120 Cv. A parità di potenza massima, rispetto al precedente millesei Diesel a 8 valvole, il nuovo quattro cilindri a 16 valvole vanta curve di erogazione di coppia e di potenza più ampie e regolari, che assicurano un maggiore piacere di guida ai regimi più elevati, come abbiamo potuto verificare in una breve prova di guida effettuata sulle strade del Milanese e del Pavese, al volante di una Opel GrandLand X 1.5 Ecotec Start&Stop con cambio automatico AT8 a 8 rapporti (in listino dai 31.050 euro dell'allestimento Advance). Iniettori a 8 fori e pressioni di iniezione del carburante a 2.000 bar anziché a 6 fori e 1.800 bar, garantiscono una migliore combustione del carburante, quindi consumi ed emissioni inferiori. Altre caratteristiche della nuova unità sono il carter motore in alluminio, la pompa dell'olio a cilindrata variabile, un common-rail più piccolo e una pompa del gasolio evoluta rispetto al passato. Il comando, ora, è fasato con la posizione del motore: mette in maggior pressione, quindi, il combustibile nella quantità e nei tempi necessari, con risparmi di energia legati all'ottimizzazione dei parametri che, nei fatti, si traducono in minori consumi ed emissioni, senza sacrifici per le performance. Le nuove camere di combustione inclinate, derivate dall'esperienza accumulata da Peugeot Motorsport a Le Mans, permettono di ottimizzare il mix di aria e gasolio da bruciare.
Da citare anche l'adozione del turbocompressore a geometria variabile con sensore di posizione e azionamento elettrico che assicura una pressione immediata al comando. Fattori il cui risultato alla guida si apprezza soprattutto in fase di accelerazione e di ripresa, in particolare quando si effettuano sorpassi e si richiede alla vettura un deciso e svelto cambio di passo.
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