Il mondo dell’automotive, e in particolare quello dei top manager, comincia a rivedere al ribasso le previsioni sul successo dei modelli 100% elettrici. Lo afferma il sondaggio annuale condotto dal colosso della revisione Kpmg che ha rilevato che la previsione degli intervistati statunitensi per il 2030 relativa alla quota di veicoli elettrici nel mercato Usa è scesa al 40% dal 62% del sondaggio dello scorso anno.
Per contro c’è ottimismo sulle possibilità di ricrescita ‘a 360 gradi’ rispetto a quanto (67%) era stato dichiarato nel 2021, con l'82% dei dirigenti automobilistici statunitensi fiduciosi in una ripresa redditizia a lungo termine nei prossimi cinque anni. Kpmg - che ha ralizzato l’indagine intervistando oltre 900 dirigenti di cui oltre 250 negli Stati Uniti, per coinvolgere l'ecosistema dell'industria automobilistica in 30 Paesi in tutto il mondo - ha affermato che le previsioni di vendita globali di veicoli elettrici (Ev) per il 2030 stanno “diventando più realistiche”.
Lo studio (disponibile al sito https://home.kpmg/xx/en/home/insights/2022/12/global-automotive-executive-survey-2023.htmlx) ha esaminato le prospettive globali, il futuro dei propulsori, i consumatori digitali, le catene di approvvigionamento vulnerabili e le nuove tecnologie e i concorrenti. Alla domanda su quando i veicoli elettrici raggiungeranno il costo di produzione e l'accessibilità per i consumatori dei veicoli a benzina, il 45% ha dichiarato entro il 2030, il 23% entro il 2025, mentre il 10% ha dichiarato che è già avvenuto.
Man mano che la realtà dei veicoli elettrici si avvicina, i leader automobilistici sono preoccupati per la continua disponibilità di componenti e materie prime. Circa il 66% dei manager statunitensi rimane molto o estremamente preoccupato per le forniture di materie prime e componenti, come semiconduttori (64%), litio e altri componenti della batteria (64%), terre rare (64%), metalli speciali (66%) e materiali leggeri (67%).
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