Cesare Cremonini tra motori e musica si racconta su Riders. La passione per i motori intrecciata a quella per le note, il tour rimandato al 2021 e altro ancora, sono i temi che il cantautore bolognese ha raccontato al magazine Riders, in edicola con una copertina dedicata proprio a Cremonini e scattata sull'asfalto dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, a bordo anche di una Lamborghini Huracan EVO. Il luogo scelto per il servizio non è casuale, visto che l'autodromo è proprio il luogo dove Cremonini ha scelto di chiudere il nuovo tour, rimandato di un anno a causa della pandemia. "Mi considero una sorta di prototipo perché ho una velocità pazzesca che mi muove dentro - racconta Cremonini su Riders - e la mia creatività va a trecento all'ora. Oggi ci siamo dovuti fermare. Anche il mio tour sarà rinviato di un anno ma si farà e si chiuderà a Imola". I motori e altri sport si sono spesso intrecciati nei testi del cantautore bolognese. "Senna era l'idolo incontrastato e l'anno in cui morì ero a Imola. Ricordo la tristezza del ritorno verso casa con papà". Sul numero 127 di Riders, l'ultimo firmato alla direzione da Roberto Parodi, al quale succederà dal prossimo numero Fabio Cormio, Cremonini ha raccontato anche della sua amicizia con Valentino Rossi e delle sue passioni a due e quattro ruote. "Negli occhi di Senna c'era il contrasto fra la poesia della musica sudamericana e l'aggressività e il cinismo dei grandi campioni. Ma mi divertivano anche i suoi avversari.
Nigel Mansell, sangue britannico, l'opposto di Senna. Nelle moto c'è e ci sarà sempre Valentino, per il quale però il discorso è un po' diverso. La mia passione per Vale è cresciuta insieme alla nostra amicizia, che è fatta anche di musica e tante altre cose, ovviamente. La fregatura però è che da allora ho sempre sofferto il doppio durante le gare".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA