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Caffè e cornetti, la protesta dei precari della ricerca a Napoli

Caffè e cornetti, la protesta dei precari della ricerca a Napoli

In concomitanza con la presenza della ministra Bernini

NAPOLI, 04 aprile 2025, 11:11

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Caffè e cornetti sono stati portati oggi dai precari della ricerca che hanno manifestato a Napoli in occasione della presenza della ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, ad un convegno su scuola e formazione alle Gallerie d'Italia.
    L'assemblea precaria napoletana ha organizzato "un appuntamento per una 'colazione precaria' in contemporanea alla visita della Ministra per denunciare le mistificazioni attorno al Ddl e ai tagli e rilanciare le rivendicazioni per il rifinanziamento di università e ricerca pubblica e per la stabilizzazione del precariato universitario".
    "I tagli all'università ammonteranno a circa 1.3 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Questo comporterà non solo l'espulsione di gran parte dei precari, che tra l'altro costituiscono il 40 per cento della forza lavoro dell'università, ma anche gravi conseguenze per il nostro territorio." dichiarano i portavoce di precarie e precari delle università napoletane.
    "A fronte dei tagli, si rischia il crescente indebolimento, se non la chiusura, degli atenei del meridione. Si rischia di innescare un esodo verso le università che, grazie ad una più stretta collaborazione con il settore industriale e imprenditoriale, tenteranno di assorbire il colpo. Perché la ministra continua a mentire? Perché rifiuta il confronto?" continuano.
    Durante la mattinata l'Assemblea Precaria ha raccontato "il vero "menù del giorno" del governo riguardo l'università: tagli, contratti precari e spostamento di fondi alle università telematiche e alla ricerca bellica, "con buona pace di chi vuole educarsi o educare nei nostri territori, e magari avere la possibilità di restarci senza che questo significhi sfruttamento, precarietà, ingiustizie", aggiungono. "La colazione oggi l'abbiamo organizzata noi, ma è la Ministra Bernini a doverci circa 1.3 miliardi di caffe. Per questo oggi siamo qui come studenti e precari per denunciare il progetto della ministra di distruggere l'università pubblica e con essa il lavoro di migliaia di persone che vi lavorano" concludono.
   
   

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