In cammino per le strade
del centro per dire 'no' alla richiesta di pizzo. Ad Ercolano
rappresentanti dell'associazione antiracket e
dell'amministrazione comunale con le forze dell'ordine hanno
percorso le vie dello shopping ricordando che denunciare le
estorsioni conviene.
Negli anni scorsi la ribellione di commercianti e
imprenditori, grazie alle denunce alle forze dell'ordine e al
lavoro della magistratura, ha assestato un duro colpo ai clan di
camorra che imponevano tangenti, più esose nelle festività di
Natale, Pasqua e Ferragosto. Oggi per evitare che quel passato
possa ritornare, è stata organizzata la passeggiata nelle strade
dello shopping cui ha preso parte anche la madre di Giovanni
Cutolo, il 24enne musicista ucciso a colpi di pistola nella
centralissima piazza Municipio a Napoli.
"Questa mattina tutti insieme, istituzioni, forze
dell'ordine, magistratura e associazione Fai antiracket, abbiamo
attraversato quelle strade che prima erano percorse dai
camorristi, per chiedere il pizzo", ha detto Ciro Buonajuto
sindaco di Ercolano e vice presidente nazionale dell'Anci.
"Manteniamo alta l'asticella della legalità perché indietro non
si torna e quel passato pieno di camorra, paura, violenza e
insicurezza non ci appartiene più".
Alle vetrine dei negozi sono stati apposti adesivi con la
scritta 'No al racket' "per incoraggiare gli altri imprenditori
dicendo loro che è possibile uscirne tutti insieme" ha aggiunto
Pasquale Del Prete presidente dell'Associazione antiracket Fai
di Ercolano.
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