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Univaq presenta la 'carta di identità' degli edifici

Univaq presenta la 'carta di identità' degli edifici

Documento che raccoglie le informazioni sugli immobili d'ateneo

L'AQUILA, 04 aprile 2025, 18:24

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un documento tecnico, ma anche divulgativo, che raccoglie in modo organico tutte le informazioni sugli immobili dell'Università dell'Aquila: dati urbanistici e edilizi, livello di sicurezza strutturale e impiantistica, efficienza energetica, planimetrie, collaudi. Ma anche la storia degli edifici, gli interventi di ristrutturazione, le destinazioni d'uso, gli uffici e le funzioni che ospitano.
    E' "la carta d'identità" del patrimonio edilizio dell'ateneo.
    Un lavoro presentato ufficialmente in conferenza stampa alla presenza del rettore Edoardo Alesse, del direttore generale Pietro Di Benedetto, dell'ex prorettore delegato all'Edilizia Pierluigi De Berardinis e delle ingegnere Luisa Capannolo e Alessandra Tata, dell'Area Programmazione e Gestione Edilizia.
    Il risultato è frutto di oltre due anni di lavoro congiunto tra diverse strutture Univaq: l'Area Programmazione e Gestione Edilizia, l'Area Database, Applicazioni e Reti, l'Ufficio Igiene e Sicurezza sul Lavoro e l'Ufficio Comunicazione.
    Gli edifici censiti comprendono: Palazzo Camponeschi, Palazzo Ciavoli Cortelli, il Centro congressi Zordan, tutti gli immobili dei poli di Roio e di Coppito, il Dipartimento di Scienze umane, l'edificio Rita Levi Montalcini (Delta 6, ospedale San Salvatore) e il Giardino alpino Vincenzo Rivera.
    "Siamo molto soddisfatti di questo risultato - commenta il rettore Edoardo Alesse - che si aggiunge a quanto già fatto in tema di sicurezza, prevenzione e monitoraggio. Non è un punto di arrivo, ma una base per fare ancora di più, per migliorare costantemente il livello di tutela. Tra due giorni ricorre il 16/o anniversario del terremoto. Il nostro ateneo pagò un prezzo altissimo, in termini di vite umane: ragazzi che erano venuti qui a costruire il proprio futuro e morirono nelle case e nelle strutture dove vivevano. Il nostro obiettivo è far sì che, almeno dentro le sedi Univaq, ci si possa sentire il più al sicuro possibile, grazie anche a una piena consapevolezza di come sono fatti i nostri edifici".
   

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