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La Città del Sole, arte e scienza nella Roma di Urbano VIII

La Città del Sole, arte e scienza nella Roma di Urbano VIII

A palazzo Barberini 100 tra tele barocche e trattati scientifici

ROMA, 16 novembre 2023, 12:56

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Si intitola 'La Città del Sole. Arte barocca e pensiero scientifico nella Roma di Urbano VIII' la mostra che Palazzo Barberini ospita fino all'11 febbraio per celebrare il quarto centenario dell'elezione del pontificato di Urbano VIII (1623-1644) e della pubblicazione del Saggiatore di Galileo Galilei. L'esposizione, a cura di Filippo Camerota con la collaborazione di Marcello Fagiolo, è dedicata al sodalizio tra le arti e le scienze promosso dal mecenatismo della famiglia dei Barberini. La mostra riunisce un centinaio di opere originali tra dipinti, disegni, incisioni, libri, documenti, strumenti scientifici e modelli, che restituisce l'atmosfera culturale di una nuova visione del mondo, quella moderna, fondata su un metodo di ricerca scientifica sperimentale e razionale, rivelato da Galileo ne Il Saggiatore. È la tormentata nascita della scienza empirica contro l'oscurantismo. La Citta del Sole, nel titolo, fa riferimento a questo e al Papa Urbano VIII, che assunse l'astro più grande quale elemento araldico, accanto alle api. Il titolo fu anche quello dato da Tommaso Campanella al testo filosofico-utopistico che gli costò una lunga prigionia, interrotta proprio da Urbano VIII.
    Il percorso espositivo, in tre sezioni, si snoda in un intreccio creativo tra i lavori dei protagonisti dei tre poli scientifici accademici romani - il Collegio Romano dei Gesuiti, l'Accademia dei Lincei e il Convento dei Minimi - e l'opera di alcuni degli artisti più celebrati di Roma barocca.
    Tra le opere in mostra, ritratti di Galileo (Santi di Tito), di Urbano VIII (Gian Lorenzo Bernini) e di Luigi XIII (Jean-François Niceron) e allegorie come quella della Sapienza di Andrea Sacchi, o di satiri che ammirano l'anamorfosi di un elefante in un raro disegno di Simon Vouet. Preziosi i prestiti di libri antichi o di globi terrestri e celesti come quelli di Matthäus Greuter del 1636. La mostra è organizzata dal Museo Galileo in collaborazione con le Gallerie Nazionali di Arte Antica, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e il Centro di Studi sulla Cultura e l'Immagine di Roma, e si avvale del patrocinio dell'assessorato alla Cultura di Roma Capitale e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell'elezione di papa Urbano VIII.
   

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