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Cna Marche, effetti dazi concentrati su beni strumentali Marche

Cna Marche, effetti dazi concentrati su beni strumentali Marche

"Preoccupazione e incertezza. Sfida è cercare nuovi mercati"

ANCONA, 03 aprile 2025, 18:31

Redazione ANSA

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"Siamo preoccupati dalle conseguenze che l'introduzione dei dazi americani potrebbe determinare sul nostro sistema produttivo e in particolare su artigiani, micro e piccole imprese italiane, sempre più internazionalizzati. Sono tutti i prodotti simbolo del Made in Italy, dalla moda all'arredamento, dalla meccanica alla componentistica, a rischiare grosso per questa imposizione e per la eventuale guerra commerciale che potrebbe innescare". Lo affermano il presidente Cna Marche Paolo Silenzi e il segretario Moreno Bordoni. "Preoccupazione ed incertezza" sono i sentimenti degli imprenditori marchigiani dopo la decisione degli Usa di imporre tariffe del 20% sulle importazioni dai Paesi dell'Unione Europea. Dazi che scatteranno dal 9 aprile.
    Quello marchigiano, secondo i dati Istat, elaborati dal Centro Studi Cna Marche, è il terzo mercato di sbocco delle esportazioni marchigiane, dopo quello francese e quello tedesco: 1,2 miliardi nel 2024 (1o/a tra le regioni italiane), in particolare farmaceutici (250 milioni di euro), macchinari (243 milioni), moda (182,8 milioni), e prodotti in metallo (145,5 milioni).
    "Se si considera che tra i beni più soggetti agli effetti dei dazi americani vi sono proprio i macchinari oltre ai veicoli mentre calzature e altri articoli in pelle, prodotti farmaceutici, mobili e bevande (compreso il vino) sono molto meno soggetti a sostituzione anche nel lungo periodo, - osserva la Cna Marche - si può ritenere che gli effetti dei dazi americani sulle esportazioni marchigiane si concentreranno sulle produzioni di beni strumentali e avranno effetti minori sugli altri punti di forza dell'export marchigiano".
    "Secondo uno studio dell'Università di Macerata, per colpa dei dazi, il Pil delle Marche - sottolinea la Cna Marche - potrebbe diminuire di circa 98 milioni di euro nel 2025 (-0,2) e di 123 milioni nel 2026. Cna ricorda anche le "turbolenze geopolitiche mondiali come non si vedevano da lungo tempo".
    "Auspichiamo che questa prova muscolare dell'amministrazione americana sia finalizzata a ridiscutere i rapporti commerciali tra Usa ed Europa - prosegue Cna Marche - prima che il braccio di ferro possa danneggiare violentemente i sistemi economici delle due aree. Prima che i dazi sprigionino i loro effetti c'è qualche settimana di tempo da sfruttare senza perdere neanche un minuto. La sfida è quella di cercare nuovi mercati, che non mancano, in particolare l'area Indo-Pacifica, azioni che come Cna stiamo già intraprendendo in collaborazione con Regione e Camera di commercio, attraverso iniziative esplorative. Senza dimenticare - conclude - la necessità di ridurre il peso burocratico nella Ue e di eliminare i freni allo sviluppo dell'economia introdotti negli ultimi anni da Bruxelles per cercare di favorire la crescita di produttività e competitività delle imprese europee".
   

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