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La chance di mangiare di più ha fatto unire le prime cellule

La chance di mangiare di più ha fatto unire le prime cellule

Potrebbe essere la forza che ha portato a organismi complessi

01 aprile 2025, 08:49

di Benedetta Bianco

ANSACheck
Rappresentazione grafica delle corenti di flusso generate dal protista Stentor coeruleus per aspirare il cibo (fonte: Shekhar et al., Nature Physics, 2025) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Rappresentazione grafica delle corenti di flusso generate dal protista Stentor coeruleus per aspirare il cibo (fonte: Shekhar et al., Nature Physics, 2025) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ad aver fatto unire le prime cellule tra loro, circa 2,5 miliardi di anni fa, potrebbe essere stata la possibilità di mangiare di più: lo suggeriscono degli organismi acquatici formati da una sola cellula gigante a forma di tromba chiamati Stentor, che mostrano quale potrebbe essere stata la fase che ha preceduto la nascita di organismi complessi costituiti da più cellule.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Physics e guidato dal Laboratorio statunitense di biologia marina (Mbl), cerca di fare luce su come e perché si sia evoluta la vita multicellulare, un enigma che impegna da tempo i biologi. “Abbiamo fatto un passo indietro nell'evoluzione, a quando gli organismi erano indipendenti: perché si sono riuniti in una colonia prima ancora di unirsi in maniera permanente?”, chiede John Costello, coordinatore dello studio insieme a Eva Kanso dell’Università della California Meridionale. “Gran parte del lavoro sull'origine della vita multicellulare si concentra sulla chimica – aggiunge Shashank Shekhar dell’Mbl, co-autore della ricerca – noi volevamo indagare il ruolo delle forze fisiche nel processo”.

Stentor vive in stagni e laghi, dove attacca un’estremità a foglie e ramoscelli mentre con l’altra, quella a forma di tromba, crea vortici d’acqua per aspirare il cibo. In laboratorio, i ricercatori hanno notato che questi organismi tendono ad attaccarsi tutti nello stesso punto, formando una colonia: le cellule non sono unite l’una all’altra, ma si toccano. Come hanno scoperto gli autori dello studio, il motivo di questo comportamento è che due Stentor vicini, muovendosi all’unisono, possono raddoppiare la potenza dei vortici d’acqua creati, permettendogli così di risucchiare più prede.

I ricercatori hanno anche notato che, quando gli Stentor hanno tanto cibo a disposizione, sono felici di rimanere aggregati in colonie, mentre quando le fonti di nutrimento scarseggiano le cellule si staccano e preferiscono cercare cibo per conto proprio.

“Anche gli umani lo fanno”, dice Shekhar: “Quando ci sono molte risorse e prede, collaboriamo e cooperiamo, ma quando le risorse si riducono, ognuno pensa prima a sé stesso”. Per questo motivo, gli autori pensano che il comportamento di questo organismo offra una buona approssimazione della fase che ha preceduto la vita multicellulare, che si ritiene si sia evoluta almeno 25 volte in diversi lignaggi. “Questo è avvenuto prima, molto prima nell'evoluzione – conclude Shekhar – quando le singole cellule hanno detto ‘ok, collaboriamo e traiamone un vantaggio, ma poi torniamo di nuovo a essere cellule singole’: la multicellularità non era ancora diventata permanente”.

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