Un cambiamento storico per il franchise multimiliardario di James Bond: è entrato sotto il "controllo creativo" di Amazon Mgm Studios, la casa di produzione e distribuzione cinematografica del colosso americano di internet in continua espansione, anche nel mondo dell'entertainment, a colpi di algoritmi e serie in streaming. Ancor di più se si considera che arriva dopo il passo indietro annunciato dagli eredi dell'italo-americano Albert Broccoli, che negli anni Sessanta portò i romanzi di Ian Fleming sul grande schermo.
I produttori Barbara Broccoli e il fratellastro Michael Wilson, con la loro società Eon productions fondata a Londra nel 1961, "rimarranno come comproprietari" in una nuova joint venture, si legge in un comunicato, senza però più prendere le decisioni che contano. In base all'accordo annunciato oggi, sarà infatti Amazon a decidere chi sostituirà Daniel Craig nei panni di 007, dopo che sono passati ben quattro anni dall'ultimo film della saga, 'No Time to Die'. "Barbara e io siamo d'accordo, è tempo che il nostro partner di fiducia, Amazon Mgm Studios, guidi James Bond nel futuro", hanno dichiarato i rappresentanti della dinastia Broccoli. In realtà il passaggio appare ben più sofferto e per certi versi traumatico se si considerano le indiscrezioni pubblicate a dicembre dal Wall Street Journal. Si era parlato infatti di una faida aperta fra Barbara Broccoli e Amazon, così profonda da bloccare di fatto l'uscita del nuovo film sull'agente britannico più famoso al mondo. La produttrice, stando sempre al giornale, era arrivata a dare degli "idioti" ai vertici del colosso Usa in uno scontro tra la vecchia Hollywood del XX secolo, basata su pellicole che uscivano sul grande schermo e su rischiose scommesse (come quella nel 2006 di puntare sull'allora semisconosciuto Craig per Casino Royale), e la nuova guardia dell'entertainment dominata dalle aziende della Silicon Valley che privilegiano dati, algoritmi e abbonamenti ai servizi in streaming. Amazon, fondata dal secondo uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, ha interessi finanziari in James Bond fin dal 2022, quando pagò 8,5 miliardi di dollari per il vasto catalogo di Mgm in un accordo che includeva i diritti per la distribuzione di tutti i film sulla spia al servizio di sua maestà.
Da ora in poi ne deciderà il futuro creativo, destinato a passare non solo dall'atteso nuovo film per il grande schermo ma anche da produzioni per il mercato dello streaming, come gli spin-off, seguendo l'esempio di Disney+ con l'universo di Star Wars. Di recente la Eon Productions è anche finita al centro di una azione legale avviata da un'immobiliarista austriaco, Josef Kleindienst, impegnato nella costruzione di un complesso turistico di lusso da cinque miliardi di dollari chiamato il 'Cuore dell'Europa' su sei isole artificiali davanti alla costa di Dubai, che vorrebbe sfruttare commercialmente il nome di James Bond.
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