BRUXELLES - "Il valore più alto che possiamo attribuire alla memoria è la continuità dell'impegno. L'esperienza investigativa e giudiziaria avviata a Palermo a fine anni Settanta, di cui mio padre, Rocco Chinnici, fu tra i principali artefici, ha dato l'impronta all'antimafia moderna. E il cammino degli ultimi quarant'anni, con l'eccellenza raggiunta dalla legislazione e dal sistema di contrasto in Italia ma anche con i recenti sviluppi in ambito europeo, indica che il sacrificio di tanti servitori dello Stato non è stato vano, che il loro lavoro continua a dare frutti". Così l'eurodeputata del Pd Caterina Chinnici nel corso della tavola rotonda organizzata all'Europarlamento di Bruxelles in vista del 40mo anniversario della strage mafiosa in cui Rocco Chinnici rimase ucciso insieme a Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, i carabinieri della scorta, e al portiere dello stabile in cui abitava, Stefano Li Sacchi.
"Su scala europea - ha detto ancora la figlia del magistrato - si cerca di rendere sempre più efficace la cooperazione e la condivisione delle informazioni e di potenziare il contrasto patrimoniale. In questa e nella scorsa legislatura sono state introdotte innovazioni molto importanti, altre arriveranno a breve, ma è essenziale non adagiarsi. Vanno superate le residue differenze normative tra gli stati membri dell'Ue per sottrarre alle organizzazioni criminali la possibilità di scegliere dove operare nel tentativo di sfuggire all'azione di contrasto. Per questo - ha aggiunto - è indispensabile anche una nuova nozione giuridica europea di criminalità organizzata adeguata ai connotati che il fenomeno assume oggi". Alla tavola rotonda hanno partecipato tra gli altri il rappresentante permanente d'Italia al Comitato politico e di sicurezza dell'Ue e incaricato d'Affari ad interim, Andrea Orizio, l'ambasciatore d'Italia presso il Regno del Belgio, Federica Favi, e l'arcivescovo di Siena, Cardinale Augusto Paolo Lojudice.
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