(ANSA) - BOLOGNA, 12 MAG - I residenti dell'Emilia-Romagna sono chiamati al voto amministrativo del 25 maggio nel 75% dei comuni (255), per eleggere sindaco e Consigli comunali. In tutti i 340 comuni si voterà invece per il nuovo Parlamento europeo. I seggi sono aperti solo domenica, dalle 7 alle 23: lo scrutinio per le europee comincerà subito dopo la chiusura delle urne europee, mentre per le comunali solo a partire dalle 14 del giorno dopo, lunedì 26 maggio.
La Regione Emilia-Romagna dedica al voto un sito (http://elezioni.regione.emilia-romagna.it) con news, curiosità e aggiornamenti. Disponibili anche la cartografia dei comuni al voto rinnovo e la banca dati elettorale (Bde) dell'Assemblea legislativa, con risultati delle precedenti elezioni europee e amministrative.
Insieme ai 255 sindaci gli elettori dovranno eleggere 3.150 consiglieri comunali, quasi 1.400 dei quali nei centri fra 3mila e 10mila abitanti. In provincia di Bologna votano l'83,9% dei comuni (47); a Piacenza sono 34 comuni (70,8%), a Parma 33 (71,7%), a Reggio Emilia 36 (80%), a Modena 36 (76,6%), a Ferrara 16 (66,7%), a Ravenna 14 (77,8%), a Forlì-Cesena 20 (66,7%), a Rimini 19 (73%).
Sono 39 i grandi comuni al voto (oltre 15mila abitanti), eventualmente interessati da ballottaggi, anche quattro capoluoghi di provincia (Ferrara, Modena, Reggio e Forlì).
Inoltre, esordio al voto per quattro nuovi 'supercomuni' nati dalle fusioni di diverse municipalità: Sissa Trecasali (Parma), Fiscaglia (Ferrara), Valsamoggia (Bologna), Poggio Torriana (Rimini). Ed ancora, votano per la prima volta alle comunali in Emilia-Romagna cinque dei sette comuni della Valmarecchia riminese che si sono distaccati dalle Marche nel 2009: Casteldelci, Maiolo, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello (Novafeltria e Pennabilli gli altri due).
Per 142 comuni con oltre 5mila abitanti debutta poi la "doppia preferenza di genere". Ancora parità tra le nuove norme introdotte, anche recentemente: nelle Giunte dei comuni oltre i 3mila abitanti nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura inferiore al 40%. Tra le altre novità, ai sindaci dei piccoli comuni fino a tremila abitanti ora è consentito il terzo mandato consecutivo, mentre prima anche per loro il limite si fermava a due mandati. (ANSA).